Le Relazioni di Coppia

Le Relazioni di Coppia

Le Relazioni di Coppia

Da una lettura del libro “Stringimi forte” di Sue Johnson e una riflessione sulla vita coniugale.

Correggere gli errori è ciò che conta , anche solo la volontà di riprovare”

Nel 21° secolo la relazione emotiva fondamentale nella vita della maggior parte delle persone è divenuta quella dell’amore. Ora sappiamo che l’amore rappresenta, in realtà il vertice dell’evoluzione, il più avvincente meccanismo di sopravvivenza della specie umana. Non tanto perché ci induce ad accoppiarci e a riprodurci. Riusciamo ad accoppiarci anche senza amore! Piuttosto perché l’amore ci guida a legarci emotivamente a poche persone preziose che ci offrono un rifugio sicuro dalle tempeste dell’esistenza. L’amore è il nostro baluardo, designato a proteggerci emotivamente, così da consentirci di affrontare gli alti e bassi dell’esistenza. Questa tendenza a legarci agli altri, a trovare cioè qualcuno a cui possiamo rivolgerci e a cui possiamo dire “stringimi forte” è fissata nei nostri geni. È fondamentale per la nostra vita, la salute, la felicità e allo stesso modo in cui lo è l’istinto a cercare cibo, protezione o sesso. Abbiamo bisogno di relazioni di attaccamento emotivo con poche persone insostituibili per essere in salute sia fisicamente, sia mentalmente, per sopravvivere.

La scienza afferma molto chiaramente che non siamo solo animali sociali, ma anche animali che hanno bisogno di un particolare tipo di legame stretto con gli altri e che tendiamo a negare ciò a nostro rischio e pericolo. È risaputo che le persone sposate, vivono generalmente più a lungo dei loro coetanei che non sono accoppiati.

Le persone che amiamo rappresentano dei regolatori nascosti dei nostri processi fisici e delle nostre vite emotive. Quando l’amore non funziona soffriamo. Il rifiuto e l’esclusione attivano i medesimi circuiti nella stessa parte del cervello del dolore fisico.

La teoria dell’attaccamento ci insegna che la persona amata rappresenta il nostro rifugio nella vita. Quando quella persona non è emotivamente disponibile o responsiva, ci sentiamo al freddo, soli e indifesi. Perdere la connessione con i nostri cari mette a repentaglio il nostro senso di sicurezza. Tutti noi proviamo paura quando siamo in disaccordo o litighiamo con il nostro partner. Tuttavia chi ha legami sicuri la sperimenta in modo passeggero. La paura diminuisce rapidamente e facilmente nel momento in cui ci rendiamo conto che non c’è minaccia reale o che il nostro partner ci rassicurerà se glielo chiederemo. Tuttavia per chi ha legami più deboli, la paura può essere travolgente. Facciamo una delle seguenti cose: diventiamo più esigenti o ci ritiriamo e ci allontaniamo per proteggere noi stessi. Più i partner in difficoltà utilizzano queste strategie più creano circoli viziosi di insicurezza che li allontanano sempre di più l’uno dall’altra. Se amiamo il nostro partner perché non siamo in grado di ascoltare le reciproche richieste di attenzione e di connessione e rispondere con premura? Non sappiamo parlare il linguaggio dell’attaccamento, non comunichiamo con chiarezza le nostre necessità o quanto il nostro partner sia importante per noi. Finiamo per pretendere piuttosto che chiedere e questo porta a lotte di potere piuttosto che ad abbracci. La possibile perdita di una connessione amorevole è codificato dal cervello in una reazione di panico primordiale. I partner in difficoltà possono utilizzare parole diverse ma pongono tutti le stesse domande di base: “Ci sei per me? Ti importa di me? Verrai da me quando avrò bisogno di te e ti chiamerò? L’amore è il miglior meccanismo di sopravvivenza che esista e sentirsi improvvisamente esclusi e disconnessi è terrificante. Questo bisogno di connessione emotiva con le persone a noi più vicine è la priorità emotiva. Il dramma dell’amore riguarda questa fame di una sicura connessione. Quando questa sembra persa si entra nella modalità di interazioni negative dove emerge una disperata richiesta di attaccamento, una protesta contro il distacco emotivo. Essa può essere placata solo da un partner disposto ad avvicinarsi per abbracciare e rassicurare. Niente altro funzionerà. I momenti chiave di cambiamento sono quelli in cui il legame è saldo, qui entrambi possono udire la richiesta di attaccamento e rispondere con premura. Una volta che i partner sanno come comunicare i propri bisogni, ogni prova che affrontano rende il loro amore più forte.

Da qui in questo utile libro che fa emozionare e che permette di riflette su nuove strategie per migliorare la tua coppia nascono le sette conversazioni per il cambiamento e sono:

Riconoscere i dialoghi demone: modelli di interazione dannosa, cicli interpersonali negativi di accusa di reciproco attacco, glaciale difesa e rifiuto.

Trovare i punti sensibili: cos’è esattamente un punto sensibile? Una ipersensibilità che si è formata nei momenti in cui, nelle relazioni passate o presenti di una persona, un bisogno di attaccamento è stato ripetutamente trascurato, ignorato o accantonato. Imparare a riconoscere quando un punto sensibile è stato colpito.

Ripercorrere un momento difficile, Stringersi forte e impegnarsi e connettersi: altro passo importante dove creare delle positive conversazioni che rinforzino il fatto di essere accessibile e collegato al partner.

Perdonare le offese: il partner ferito ha bisogno di parlare della sua sofferenza il più apertamente e semplicemente possibile. Ciò non è sempre facile da fare. Significa astenersi dall’incolpare il partner e stare concentrati sulla descrizione della sofferenza. Condividere un momento in cui si è sentito meno il supporto dell’altro e capire come poi ci si è ravvicinati e rassicurati porta ad avere una maggiore sicurezza.

Legarsi attraverso il sesso e il contatto fisico e infine Mantenere vivo il proprio amore che potremmo chiudere pensando forse ad una frase retorica che mai è stata così vera- Non darsi mai per scontati e celebrare ogni giorno il dono di essersi incontrati e riconosciuti.

Per mia spontanea riflessione credo che la relazione in se’ per se’ sia un esercizio e una pratica quotidiana tra le più difficili. Tutto è relazione “nessun uomo è un’ isola”, come diceva un noto scrittore, ognuno di noi si porta dietro background esperienziali ed emotivi difficilmente neutri. Questi si riaccendono a volte del tutto inconsapevolmente proprio quando siamo occhi negli occhi con l’altro. È una sfida propositiva che vale la pena di giocare quando incontriamo qualcuno di significativo il tutto considerando in modo reale e sincero che ognuno di noi possiede dei limiti e che inevitabilmente per arrivare alla meta insieme sono necessari compromessi.

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