La psicoterapia è un trattamento biologico

La psicoterapia è un trattamento biologico

La psicoterapia è un trattamento biologico

Le esperienze che abbiamo vissuto, e continuiamo a vivere, nella nostra vita interagiscono e plasmano continuamente il nostro cervello, modificandone struttura e funzione, specialmente nelle prime fasi di vita, finendo per definire chi siamo. Le modificazioni strutturali e funzionali a cui va incontro il nostro cervello sono necessarie affinché ci possiamo adattare, e trovare strategie di soluzione, a ciò che ci accade. Finché il cervello riesce a sostenere il carico degli eventi di vita e a trovare strategie di soluzione che vanno a buon fine, l’organismo si riadatta sempre ad un nuovo livello di equilibrio omeostatico, così come la nostra esperienza psicologica soggettiva. Quando un evento (o una serie di eventi ripetuti) supera la capacità di gestione della persona, che rimane soverchiata da quell’evento, l’individuo vive un’esperienza traumatica che dà luogo ad adattamenti fisiologici, e psicologici, a carico dell’organismo che sono biologicamente, ed emotivamente, “costosi”.

Gli eventi di vita traumatici possono portare a disturbo da stress post-traumatico (DSPT), che è caratterizzato da ricordi intrusivi dell’evento traumatico, iperattivazione fisiologica ed evitamento di stimoli associati al trauma. Le esperienze traumatiche e il DSPT sono associati all’invecchiamento precoce delle cellule del sistema immunitario, del plasma sanguigno e del DNA, portando a una maggiore incidenza di malattie fisiche, tra cui il cancro, e mortalità. Dopo aver sofferto di uno, o più, di questi eventi traumatici si può avvertire il bisogno di intraprendere un percorso terapeutico ad un certo punto della nostra vita per poter alleviare, e curare, la sofferenza emotiva e psicologica che ne deriva. Ma, molto spesso, non sono noti gli effetti curativi a livello biologico, e di recupero della salute, che derivano dal trattamento terapeutico.

Ad esempio, Morath e colleghi (2014) hanno dimostrato come la terapia dell’esposizione narrativa, il cui scopo è trasformare i resoconti, generalmente frammentati, delle esperienze traumatiche (immagazzinate nel cervello soprattutto a livello emotivo-corporeo) in una narrazione coerente, abbia degli effetti sorprendenti a livello biologico, addirittura a livello del DNA. Gli autori hanno mostrato, infatti, come i soggetti con DSPT e i soggetti esposti ad eventi traumatici avessero livelli più elevati di danneggiamento del DNA rispetto ai soggetti di controllo, non esposti ad esperienze traumatiche. Ciò indica che lo stress traumatico è associato a livelli maggiori di danneggiamento del DNA, probabilmente a causa dell’alterazione di specifici processi di riparazione del DNA. Tuttavia, gli autori dello studio hanno osservato che la psicoterapia ha consentito di curare non solo i sintomi di DSPT, ma anche di recuperare i danni occorsi ai filamenti di DNA.

In un altro studio molto recente (Baek et al., 2019), è stato dimostrato come anche un altro approccio terapeutico, l’EMDR, arrivi ad avere effetti terapeutici importanti, e piuttosto rapidi, in aree profonde del cervello come l’amigdala. L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) utilizza la stimolazione bilaterale alternata degli emisferi cerebrali, implementata attraverso i movimenti oculari destra/sinistra o altri canali sensoriali, per favorire e sbloccare l’elaborazione di ricordi traumatici. Il miglioramento della comunicazione tra l’emisfero destro e sinistro del cervello, attivata dai movimenti oculari attraverso la stimolazione del corpo calloso (il fascio di fibre che mette in comunicazione i due emisferi), porta il ricordo a non essere più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo, come riferito dalle persone che ripensano ad un ricordo dopo che l’elaborazione con EMDR si è conclusa. Come mostrato dagli autori dello studio, il fatto che un ricordo dopo l’elaborazione arrivi a non essere più disturbante è dovuto alla progressiva riduzione dell’eccitabilità di una popolazione di neuroni nell’amigdala basolaterale favorita dalla stimolazione bilaterale alternata durante l’EMDR (Holmes, 2019).

Sebbene debbano essere scoperti dalla ricerca ancora innumerevoli meccanismi d’azione legati agli interventi psicoterapeutici, è importante essere a conoscenza di quanto profondi possano essere i benefici, non solo per la nostra mente, ma anche per il nostro corpo, di affidarsi ad un percorso psicoterapeutico. Ci staremo occupando non solo della nostra salute psicologica ma anche fisica.

Dr. Andrea PoliPsicologo, Psicoterapeuta, EMDR Practitioner

Riferimenti:

Baek J, Lee S, Cho T, Kim SW, Kim M, Yoon Y, Kim KK, Byun J, Kim SJ, Jeong J, Shin HS (2019). Neural circuits underlying a psychotherapeutic regimen for fear disorders, Nature, 566(7744):339-343. doi:10.1038/s41586-019-0931-y

Holmes A (2019). Biological clues to an enigmatic treatment for traumatic stress, Nature, 566(7744):335-336. doi:10.1038/d41586-019-00294-8

Morath J, Moreno-Villanueva M, Hamuni G, Kolassa S, Ruf-Leuschner M, Schauer M, Elbert T, Bürkle A, Kolassa IT (2014). Effects of psychotherapy on DNA strand break accumulation originating from traumatic stress, Psychotherapy and Psychosomatics, 83(5):289-97. doi:10.1159/000362739

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