Rinascite

Rinascite

Rinascite

Rinasciamo ogni volta che troviamo la forza, la grinta, la determinazione e l’ispirazione per attraversare e superare un momento di difficoltà, atteso o meno, in quest’ultimo caso si parla di evento traumatico. Le difficoltà e il buio possono configurarsi come alibi per una condizione di insoddisfazione e di impotenza o come occasioni per provare ad ampliare e ad arricchire il proprio sguardo e il proprio sentire sulla vita.

Volevo intitolare l’articolo “Il cancro come passaggio” – l’ispirazione mi era nata dal libro di Terzani che sto leggendo “Un altro giro di giostra” – ma ho ritenuto utile estendere le mie considerazioni a molteplici esperienze umane.

In ambito psicologico concetti chiave al riguardo ritengo essere quello di self-efficacy, elaborato da Bandura (1995), che la definisce come “la capacità delle persone di esercitare un controllo sugli eventi che riguardano la loro vita”. Più le persone sono convinte di poter agire efficacemente, più elevati saranno gli scopi che si proporranno, e maggiore sarà l’impegno e la perseveranza che metteranno nell’esecuzione delle azioni, anche di fronte alle difficoltà e ai fallimenti.

Altro concetto chiave ritengo essere quello di hardiness, elaborato da Kobasa (1979), definibile genericamente in italiano come “capacità di resistenza”. Si tratta di uno stile di comportamento caratterizzato da tre dimensioni.

Impegno: indica la capacità di un individuo di credere nel valore di verità, di importanza, di interesse di sé e delle proprie azioni, e la sensazione di essere coinvolto nella propria vita emozionale. Indica quindi la capacità di impegnarsi pienamente nelle varie dimensioni della vita: lavoro, famiglia, rapporti interpersonali in genere e istituzioni sociali. Indica la sensazione di avere uno scopo nella vita; la capacità di individuare degli obiettivi e delle priorità.

Controllo: riflette la convinzione che la vita possa essere influenzata dal sé, piuttosto che essere alla mercé di forze esterne come il destino, il caso, o altri “potenti”. Le persone con alto controllo si assumono la responsabilità degli eventi della propria vita; li percepiscono come conseguenza delle loro decisioni ed azioni; si sentono fiduciosi della propria capacità di influenzarli in un senso a sé favorevole.

Sfida: riflette la sensazione che la normalità stia nel cambiamento piuttosto che nella stabilità. Le persone dotate di questa capacità tendono a vedere gli eventi “stressanti” come possibilità per lo sviluppo personale piuttosto che come minacce alla loro sicurezza; ricercano attivamente esperienze nuove e stimolanti e sono ben preparati a rispondere all’inatteso.

Per rinascere è necessario essere aperti, vale a dire mettere in atto un processo di estensione del proprio campo percettivo al fine di riorganizzarlo a un livello più comprensivo. Nell’ambito della Psicologia dei Costrutti Personali tale processo prende il nome di dilatazione. Per esempio, per meglio affrontare alcuni problemi, la persona si allontana indietreggiando dal problema immediato per allargare la sua prospettiva su come un particolare fatto si adatti agli altri eventi della sua vita.

Concludo questo scritto, fatto di mie considerazioni e di costrutti psicologici, con alcune parole tratte dal libro che mi ha ispirata perché credo rappresentino quel processo di riorganizzazione, rinascita e rinnovamento cui ho accennato. “Viaggiare era sempre stato per me un modo di vivere e ora avevo preso la malattia come un altro viaggio: un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso. Tutto quello che succedeva mi toccava direttamente. Gli scrissi che godesse di non avere il cancro, ma che, se voleva fare un esercizio interessante, immaginasse per un giorno di averlo e riflettesse su come non solo la vita, ma le persone e le cose che ci stanno attorno improvvisamente appaiono in una luce diversa. Forse una luce più giusta”.

Dott.ssa Giulia Guazzini, Psicologa e Psicoterapeuta

Riferimenti bibliografici

Epting, F. R. (1990). Psicoterapia dei costrutti personali. Firenze: Psycho – Martinelli.

Kelly, G. A. (1955). The psychology of personal constructs (Vol. 2). New York: Norton. (Reprinted ed. London: Routledge, 1991) (tr. it. parz. La psicologia dei costrutti personali. Teoria e personalità. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2004)

Solano, L. (2001). Tra mente e corpo. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Terzani, T. (2004). Un altro giro di giostra. Milano: Longanesi & C.

Zani, B., & Cicognani, E. (2000). Psicologia della salute. Bologna: Società editrice il Mulino.

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